Verona, quattro giorni, quattromila cantine. Ogni anno Vinitaly è una delle esperienze più intense che questo lavoro possa regalare e l’edizione 2026 non ha fatto eccezione.
90mila visitatori, un quartiere fieristico sold out, oltre mille top buyer da più di settanta paesi. Numeri che pesano, soprattutto in un momento in cui il settore guarda ai mercati internazionali con qualche punto interrogativo in più del solito. Eppure Verona ha tenuto, anzi, ha dato segnali chiari: Brasile, India, Cina, Corea del Sud e Africa tra le aree a maggior potenziale, con cinque nazioni in più rispetto al 2025.
Per noi è stato un Vinitaly fatto soprattutto di facce e di bicchieri alzati. Incontri con chi ci conosce da anni e incontri con chi ci scopriva per la prima volta. Domande sui nostri Lambruschi di collina, curiosità sulla Malvasia, qualche sorpresa genuina quando le persone capiscono da dove veniamo e come lavoriamo.